06 4 / 2013
"A intervalli piuttosto regolari la Corea del Nord finisce in prima pagina. La prassi è più o meno quella che segue anche Giovanardi: mesi di silenzio interrotti da una improvvisa dichiarazione a effetto e fuori luogo, anche detta boiata. A differenza di Giovanardi, però, il quale varia parecchio per forma e contenuto, il supremo leader nordcoreano, che ha sempre un nome del tipo Kim+Jong+articolo determinativo/indeterminativo (a dimostrazione che sì, si tratta di dittatura, ma non c’è niente di personale) tende a ripetere una formula fissa che suona più o meno così: vi nuclearizzeremo. Ora, non per sminuire una potenziale minaccia di conflitto atomico, però vengono in mente quelle pizzerie da asporto che ogni 6 mesi cambiano gestione, ti mettono il volantino nuovo nella posta, tu lo leggi, e t’accorgi che hanno esattamente le stesse pizze di prima. E con gli stessi nomi. Allora poi certo che uno preferisce i cinesi."
17 3 / 2013
"Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa strugge il tuo cuore
e se hai il coraggio di sognare
l’incontro con ciò che esso desidera
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni,
per l’avventura di essere vivo
Non mi interessa quali pianeti
sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato
il centro del tuo dolore,
se le difficoltà della vita
ti hanno portato ad aprirti
oppure a chiuderti per paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore,
mio o tuo,
senza far nulla per nasconderlo,
per allontanarlo o cristallizarlo.
Voglio sapere se puoi vivere
con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura
e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici
o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se sei capace di
deludere qualcuno per restare fedele a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa
di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere di parola
e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace
di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non splende
e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a
vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago
e gridare alla luna piena d’argento:
“Sì!”
Non mi interessa sapere dove vivi
o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci
ad alzarti dopo una notte
di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito
e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa
chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro
del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove
o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro,
quando tutto il resto viene a mancare.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso
e se la tua compagnia
ti piace veramente nei momenti di vuoto."
(via kindlerya)
17 3 / 2013
"
Ieri pomeriggio il Movimento 5 Stelle era riuscito a fare un mezzo capolavoro politico. Messo in difficoltà dalla mossa del Pd e di Sel, era riuscito a uscire dignitosamente dall’angolo in cui era stato messo da una proposta autorevole per la guida delle camere, dando una grande prova di democrazia e flessibilità. Partendo dal presupposto che la mossa del Pd li avrebbe comunque esposti a critiche, qualunque scelta avessero fatto, deliberare per una scheda nulla e una certa libertà di voto, eliminando il rischio della riconferma di Schifani e dando di fatto il via libera a Grasso, ma mantenendo comunque la propria integrità di movimento anti-sistema che si limitava a riconoscere la personalità e l’autorevolezza di Grasso senza concedere nulla ai partiti, era stato un capolavoro.
(…)
Un capolavoro politico che Grillo e gli stessi cittadini grillini eletti hanno pensato bene di sputtanare in due ore, con reazioni scomposte e un post livido in cui si pretende l’abolizione del voto segreto, chiedendo a chi ha votato Grasso di trarre le dovute conseguenze.Insomma, la prima dimostrazione di una endemica impossibilità di riconoscere ciò che è bene per il paese, al di fuori delle proprie proposte, perché l’assunzione di una responsabilità politica implica una consapevolezza di ciò che si è. E allora bisogna capire se i rappresentanti sono liberi di rappresentare, se hanno un mandato fiduciario oppure se devono consultarsi con gli elettori per ogni scelta che comporti una presa di posizione politica. Ma poiché quello è il parlamento, non è un consiglio comunale in cui ci si riunisce una volta ogni tanto per votare o un’assemblea di condominio, qualcosa in quello strumento perfetto di democrazia non funziona.
Ma soprattutto è emerso che non sanno nemmeno loro perché sono stati votati, qual è la loro missione in Parlamento per conto dei cittadini: se per provare a cambiare le cose partecipando – come è necessario che sia, visto che ormai stanno seduti là dentro – o per contribuire alla dissoluzione definitiva del sistema. Non lo sanno, non riescono a capire se devono demolire o se possono provare a costruire, se possono prendere l’iniziativa di fare da soli o se devono consultarsi con tutti gli elettori. Insomma, un bel casino.
"
un bel casino | la versione di chamberlain
l’ho tagliato perché era lungo, ma merita una lettura integrale
(via batchiara)
(via batchiara)
16 2 / 2013
"Siamo così impegnati a comunicare che non abbiamo più tempo di pensare e di instaurare legami autentici. Il dispositivo e i programmi danno all’utente un’illusione di maggior controllo sulla propria vita. [In Realtà] Il mondo produce più informazioni di quante non si possano elaborare; è una corsa che non possiamo vincere. Chi vuole essere veramente creativo e realizzare qualcosa deve ritirarsi dall’essere perennemente connessi."
28 1 / 2013
1028 - L’occhio di riguardo
Un notabile di Petriolo, su incarico della moglie, passa dal macellaio per ordinare un chilogrammo di bollito, e poiché per questo genere di carni è consueta la mescolanza di varie parti più o meno grasse o cartilaginose del bovino con una certa percentuale di ossa, l’acquirente con aria burbanzosa raccomanda:
- Mànnamela su a casa, e ci-abbi un ócchju de riguardu, dico!
Dopo mezz’ora il garzone del macellaio consegna a domicilio la cartata di bollito. Non appena ricevutala, la signora la apre per un immediato controllo e, inorridita, dà un gridolino, rabbrividisce e per poco non sviene: nel bel mezzo delle pezzature e delle ossa c’era un grande occhio di bue, spalancato e agghiacciante.
Era quello - secondo il solerte macellaio - “l’occhio di riguardo”
Claudio Principi - Dicerie popolari marchigiane tra ottocento e novecento (Volume III)
18 1 / 2013
Anche Dodo inchioda Berlusconi. Un’altra intervista catastrofica per l’ex primo ministro.
25 12 / 2012
Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi cosi
come una cosa posata
in un angolo
e dimenticata
Qui non si sente altro
che il caldo buono
Sto con le quattro
capriole di fumo
del focolareGiuseppe Ungaretti, Natale.
(Fonte: scarlet-soul)
13 11 / 2012
"- Gli hacker di Elbonia hanno rubato un milione di username e password dai nostri server. Ho deciso di mandare un’armata di lupi mannari specializzati nel recupero dei dati per beccare gli hacker e mangiare le loro interiora!
- E dove hai trovato un’armata di lupi mannari specializzati nel recupero dati?
- Linkedin"







